Echoes. Origini e rimandi dell’art rock britannico

17 aprile – 8 giugno | The Beatles. Il mito oltre la celebrità

 

Al Padiglione d’arte della Fondazione Luigi Rovati, il 17 aprile apre Echoes: origini e rimandi dell’art rock britannico, un progetto espositivo articolato in tre mostre distinte a cura di Francesco Spampinato.  Il ciclo indaga le origini e gli echi dell’art rock che ha preso forma nella Gran Bretagna degli anni ’60 e ‘70, mettendo in luce la convergenza tra il mondo delle arti visive e quello della musica rock.  Dai Beatles ai Pink Floyd, dagli Yes ai Genesis fino a Peter Gabriel, le mostre presentano dipinti, illustrazioni, fotografie, installazioni, video e memorabilia, testimoni di una stagione “storica”, in cui le avanguardie artistiche incontrano l’industria culturale.

 

 

Articolata in tre momenti espositivi, la mostra prende avvio dalla ricerca sulle convergenze e contaminazioni tra arte visiva e musica rock nell’Inghilterra degli anni ‘60 e ’70, un fenomeno comunemente definito come “art rock”. Celebri artisti, fotografi e illustratori recuperano le istanze delle avanguardie artistiche per dare forma all’immaginario visivo di band e musicisti straordinari, attraverso copertine iconiche, servizi fotografici, performance multimediali e innovative strategie di comunicazione che rappresentano un punto di snodo sia nella cultura pop che nella storia dell’arte contemporanea.  È l’origine di autentici ed eterni miti del rock.

 

Il percorso espositivo rivela le fonti di ispirazione artistica dell’art rock, in particolare il Surrealismo, e analizza l’impatto culturale e sociale di questo fenomeno mettendo in luce le connessioni con lo spirito del proprio tempo e la sua influenza duratura sull’immaginario collettivo e sull’arte contemporanea. Dalle avanguardie storiche alla Pop Art inglese, dalla Controcultura al postmodernismo fino alle più recenti correnti artistiche, le opere in esposizione raccontano un legame profondo tra musica e arte, mostrando come l’art rock abbia ridefinito confini e linguaggi, aprendo le porte a forme di ibridazione oggi comunemente perseguite dagli artisti di qualsiasi disciplina.

 

Le opere esposte provengono dalla collezione della Fondazione Luigi Rovati e da prestiti di importanti collezioni pubbliche e private: dipinti, illustrazioni, fotografie, installazioni, video e memorabilia che raccontano alcune delle band e degli artisti più rappresentativi della scena musicale inglese dell’epoca, dal beat alla psichedelia al rock progressivo, le origini del loro immaginario visivo e i rimandi sulle future generazioni di artisti.

 

Dal 17 aprile all'8 giugno The Beatles. Il mito oltre la celebrità illustra l’effetto dirompente dei quattro ragazzi di Liverpool sul mondo giovanile e sulla società in generale. La rivoluzione portata dai Beatles non si limita alla musica, ma trasforma profondamente la cultura visuale, consolidando le dinamiche dello star system per poi travalicarle, raggiungendo il mito. La mostra approfondisce la creazione della celebre copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, iconico album dei Beatles, attraverso l’intero portfolio fotografico realizzato da Michael Cooper per documentare il celebre diorama di William Blake e Jann Haworth, quintessenza della Pop Art inglese. In mostra anche un’opera originale della serie Old Lady di Haworth, la bambola che compare tra i personaggi a grandezza naturale della copertina e i ritratti psichedelici dei Beatles realizzati da Richard Avedon. Mentre il video Smile di Yoko Ono ci presenta un ritratto intimo di John Lennon, I‘m Not The Girl Who Misses Much di Pipilotti Rist, chiude il percorso con un’eco impertinente, di taglio femminista.

Dal 14 giugno al 27 luglio, Pink Floyd, Yes, Genesis. Nuove percezioni della realtà, ripercorre l’immaginario psichedelico e surrealista che accompagna le produzioni di queste mitiche band. Il percorso si apre con un’opera del pittore metafisico Alberto Savinio, proseguendo con i dipinti di Roger Dean per le cover degli Yes e le visionarie fotografie di Hipgnosise Storm Thorgerson per i Pink Floyd tra cui il prisma di The Dark Side of the Moon, l’uomo che va a fuoco di Wish You Were Here e il maiale gonfiabile di Jeffrey Shaw per la copertina di Animals. Per i Genesis, in mostra i dipinti di Paul Whitehead per Trespass, Nursery Cryme e Foxtrot con l’immagine della volpe in abito rosso e gli acquarelli originali di Colin Elgie per le cover di A Trick of the Tail e Wind and Wuthering. A risuonare con questo immaginario surreale, una installazione dell’artista svedese Nathalie Djurberg che mostra un mondo fiabesco fatto di pillole multicolore.

Infine, dal 27 agosto al 5 ottobre, alla poliedrica identità di Peter Gabriel, anima dei Genesis nei loro primi anni di attività e poi diventato celebre per la sua carriera solista, è dedicata la terza mostra, Peter Gabriel. Frammentazione dell’identità, che comprende copie firmate dall’artista degli artwork di Hipgnosis per le copertine dei suoi primi tre album, Car, Scratch e Melt, le fotografie e i videoclip degli iconici travestimenti dell’artista, dalla donna-volpe di Foxtrot  al celebre trucco creato per “Shock the Monkey” nell’omonimo videoclip e nelle esibizioni dal vivo, come nella foto di Guido Harari a Sanremo del 1983, fino ai progetti multimediali e interattivi in CD-ROM degli anni ‘90. Un percorso che esplora il tema della frammentazione dell’Io nella ricerca artista e che nella mostra prende avvio dalla celebre rappresentazione di Rrose Sélavy, alter ego di Marcel Duchamp, documentato nelle fotografie di Man Ray, e prosegue con opere originali di Keith Haring e Kiki Smith che trattano della crisi dell’identità in epoca postmoderna.

 

Il ciclo espositivo è accompagnato da una pubblicazione di Francesco Spampinato edita da Fondazione Luigi Rovati.

 

 

 

INFORMAZIONI

The Beatles - Il mito oltre la celebrità
17  aprile — 8 giugno

Pink Floyd, Yes, Genesis - Nuove percezioni della realtà
14 giugno — 27 luglio

Peter Gabriel - Frammentazione dell'identità
27 agosto — 5 ottobre

Fondazione Luigi Rovati | Padiglione d'arte
Ingresso gratuito